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14 Ottobre 2013 22:30

Il piatto di chi non mangia

Cala l'Indice globale della fame, ma 842 milioni sono senza cibo

Nel mondo sono ancora 842 milioni le persone che soffrono la fame o che sono "cronicamente denutrite", secondo la definizione Fao nel rapporto sullo stato dell’insicurezza alimentare nel mondo. Eppure, secondo l'Indice globale della fame 2013, presentato a Milano il 14 ottobre dall'ong Cesvi in collaborazione con Ispi e Link2007, ci sono miglioramenti. Rispetto al 1990, l’indice 2013 è sceso quasi del 34%, passando da 20,8 a 13,8 punti. Calcolato tenendo conto della denutrizione (la quota di popolazione con assunzione calorica insufficiente), dell'insufficienza di peso infantile e della mortalità infantile, l’Indice Globale della
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09 Ottobre 2013 15:15

Il balzo del gatto morto

La ripresa funziona a Wall Street, ma il lavoro continua a mancare

Il famoso toro di Wall Street, a New York
Pronto, Orietta? Pronto, sì, pronto! Questa cosa della crisi di governo... Piazza Affari ha fatto un bel su e giù in quei giorni... I mercati continuano a giocare il loro gioco, no? Poi, secondo me, quello che si è visto sul mercato italiano non è solo legato alla nostra crisi politica, ma anche a quello che succede negli Stati Uniti, con il blocco del bilancio federale... Quindi ai mercati non importa niente dei problemi politici italiani? I mercati fanno le loro scelte, qualunque cosa succeda. E chi sa puntare vince. Mentre per far ripartire l'economia italiana mi sembra che nessuno sappia che pesci prendere... Comunque la crisi di governo non è una cosa che aiuta... A me questa vicenda della crisi di governo ha lasciato un dubbio: e se fosse un gioco delle parti per far passare l'aument
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07 Ottobre 2013 10:30

Nebbia sulla crisi

Stampa e finanza a Ferrara: omissioni, tecnicismi, qualche luce

Racconta Kostas Kallergis, giornalista freelance (whenthecrisishitthefan.com) di Atene, che quando la crisi è iniziata ai greci non è stato offerto altro che gli studi del governo, per capire cosa fosse successo e di chi fossero le responsabilità: “In Islanda persino il primo ministro è stato accusato, in Grecia niente di tutto ciò. Dopo l'annuncio di Papandreu c'è stato un gran proliferare di nuovi termini in Tv, come 'spread'. Le persone non sapevano cosa volesse dire: avevano solo capito che se era basso le cose andavano bene, se era alto male”. Il gioco delle omissioni, dei tecnicismi, delle menzogne trasformate da un po' di marketing dell'informazione in verità